Lo scorso mercoledì 22 novembre, abbiamo preso parte al secondo Comitato di Sorveglianza del Programma Nazionale Capacità per la Coesione 2021-2027, tenutosi a Roma.

Si tratta del principale tavolo istituzionale per il negoziato sui fondi strutturali europei.

I lavori, aperti dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio, hanno rappresentato il momento di confronto finale con la Commissione Europea per la definizione della strategia relativa all’attuazione complessiva della nuova politica di coesione territoriale in Italia, alla presenza dei vertici del suddetto Dipartimento, della Commissione Europea, delle Regioni, oltre che di Ministeri, sindacati, ANCI, UPI e UNCEM.

Durante il dibattito sulla necessità di differenziare e adattare gli interventi a favore degli Enti, in funzione delle diverse condizioni di partenza, la Commissione Europea, nella persona del Direttore Generale della DG Regio IV, Nicola De Michelis, ha riconosciuto pubblicamente l’unicità e il valore dei dati elaborati da Fondazione Etica e Centro REP relativi, in primis, alla rilevazione della capacità di spesa ordinaria degli Enti delle Regioni del Sud Italia e alla loro performance nell’utilizzo dei fondi europei derivanti dalla precedente programmazione 2014-2020.

Ciò a conferma di quanto già inserito dal Dipartimento per le Politiche di Coesione nel testo del Programma CapCoe, e approvato dalla Commissione Europea nello scorso gennaio: “Alcune ricerche realizzate tra il 2020 e il 2021, come quella di Fondazione Etica “I Comuni e la sfida della sostenibilità,” se da una parte ci informano sulla difficoltà di trovare strade semplici alla soluzione di problemi complessi che si sono sviluppati nel corso di decenni senza adeguati interventi risolutivi, ci invitano, altresì, a focalizzare gli interventi su alcuni deficit realizzativi, gestionali e di competenze che caratterizzano, seppur non omogeneamente, le amministrazioni, soprattutto le più piccole”.

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